mercoledì 24 giugno 2009

15.01.2009 The Paddingtons + San La Muerte @ Rashomon Club (Keep It Yours), Roma

A cura di Lorenzo, 20 gennaio 2009

Secondo appuntamento targato Keep It Yours al Rashomon Club e secondo obiettivo centrato. Stipare tutta quella gente in una sola stanza è indice di tanto impegno e di una meritata gratificazione per questa nuova realtà romana. A proposito di romani. Tornano all’opera i San La Muerte, dopo aver aperto negli ultimi mesi ai Runners e agli Yeti dell’ex-libertino John Hassall. Ogni volta che questa band calca il palco riceve una buona dose di applausi. Che siano loro la nuova promessa dell’indie-rock italiano? Pezzi come Summer 85 e Castor-Pollux sono prove più che valide. Soprattutto con l’ultima si sono raggiunti livelli di eccitazione tra i presenti simili a quelli preventivabili per i più esperti colleghi inglesi, che da lì a poco avrebbero preso il posto dei San La Muerte sul palco. I cinque ragazzi romani salutano con Say e arriva il momento tanto atteso.

I Paddingtons salgono sul palco accompagnati da dieci bottiglie di birra e già si capisce che lo show sarà molto “intenso”.La tripletta iniziale è micidiale. Si parte con uno dei pezzi più interessanti dell’ultimo album, Punk R.I.P.. E' poi il turno del singolone 50 To A Pound, passando per l’energetica Stand Down, uno dei pezzi-cardine del nuovo album "No Mundane Options". I cinque di Hull provano di essere una band da locale. La loro esibizione è di gran lunga migliore di quella del settembre scorso al Gravity Fest. Prima di tutto diminuiscono i problemi tecnici, fatta eccezione per alcuni fastidi ad una delle chitarre. Inoltre la voce di Tom Atkin sembra un’altra rispetto a quella di qualche mese fa. Non è infine da sottovalutare la concezione spaziale del Rashomon: palco basso e pubblico a ridosso dei musicisti. In sintesi: adrenalina allo stato puro per un gruppo garage-punk come i Paddingtons.
Le due chitarre si intrecciano in quelli che certo non possono essere definiti virtuosismi. Bensì viene a crearsi un muro di suono dai tratti isterici, accompagnato dalla rabbiosa voce di Tom Atkin, capace di sostenere gli urletti in falsetto di Molotov Cocktail per poi ripiombare sulle tonalità punk dell’esplosivo ritornello di Shame About Elle. Se i primi tre pezzi avevano riscaldato il pubblico, gli ultimi due incendiano l’atmosfera del Rashomon, già carica di adrenalina. What’s The Point In Anything New? con i suoi “Hey you!” è un’esortazione diretta al pubblico a dimenarsi, mentre Panic Attack è il colpo decisivo, probabilmente fatale, per chi si trovava al centro della sala ed era stato già travolto più di una volta dal pogo.

Dispiace vederli lasciare lo stage, ma ci si consola subito con le sonorità electro del Djset di Noize Invasion o tornando in macchina per riascoltare di nuovo i Paddingtons, capaci di regalare un’ora di divertimento allo stato puro. In realtà il sollievo più grande lo si ha dando un’occhiata alla locandina affissa fuori dal locale: il 30 gennaio Keep It Yours ospiterà gli Eight Legs. Si ripeterà quanto visto con i Paddingtons?

Si ringrazia Giulia Manta per la fotografia

07.11.2008 Partyshank + Time Stretch @ Rashomon Club (Keep It Yours), Roma

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Il coro “Party-Shank! Party-Shank! Party-Shank!”, l’atmosfera pregna di sudore e fumo di sigaretta, chi vi scrive alla ricerca del suo orecchio destro… Questi in sintesi gli ultimi minuti di quella che è stata un’esibizione travolgente (nel vero senso della parola, visto che qualcuno è effettivamente rimasto travolto nelle prime file dai più scalmanati tra i presenti). Ma procediamo con ordine...

Innanzitutto una menzione speciale va agli organizzatori. La serata “Keep It Yours” potrebbe diventare, nei mesi a seguire, uno degli appuntamenti fissi per i romani appassionati di musica live, soprattutto se il Rashomon Club verrà confermato quale location della serata. Acustica perfetta, temperatura adeguata e un dancefloor tutto sommato abbastanza spazioso. Non resta che sperare in una pronta conferma e in qualche altro live di livello. Già, perché il live set dei Partyshank è stato uno dei più divertenti a cui il sottoscritto ha assistito negli ultimi mesi. Party Sausage e Christian Shank (in arte A1 Bassline), rispettivamente synth e voce, accompagnati da percussioni dai ritmi standard elevatissimi, hanno riprodotto fedelmente quella sonorità trasfigurante i canoni della dance e della musica punk già presente nelle tracce registrate in studio. Gran parte degli appassionati di musica elettronica li conosce per la loro peculiarità: prendere vecchi giocattoli da bambini (quelli con le lettere sonore per intenderci), modificarne i circuiti e tramutarli in strumenti musicali. A Roma si presentano però “a mani vuote”. Un paio di sintetizzatori, una batteria e la voce di Christian Shank. Ma tanto basta per far tremare le pareti del Rashomon fino a tarda notte.

Penis Vs. Vagina è la portata principale, un climax che viene raggiunto forse troppo presto. Si tratta infatti del primo singolo, uno dei loro assi nella manica e si fatica a capire perché debba essere infilato a mo di tappabuchi, in quarta posizione nella scaletta. Un’altra delle canzoni più note ai fan, Kids Of The Future, precede addirittura Penis vs. Vagina e i dubbi sulla scelta della scaletta, già penalizzata dall’assenza degli strumenti/giocattoli, aumentano. In Virgin, ultimo singolo pubblicato dalla band, la voce di Christian Shank si fa graffiante e in alcuni frangenti il punk sembra sopravanzare l’attitudine dance tenuta per tutto il resto dell’esibizione. Il pezzo è tanto apprezzato da venir riproposto, su richiesta di gran parte del pubblico, nell’encore. E a questo punto cosa importa della scaletta? Si danza, i Partyshank sembrano divertirsi quanto il pubblico ed il risultato è puro intrattenimento.

“Party-Shank! Party-Shank! Party-Shank!”, l’atmosfera pregna di sudore e fumo di sig… Ops! Sarà per i ritmi infernali dei Partyshank, sarà per il contorno gentilmente offerto dal live set di Time Stretch, ma la memoria inizia a far cilecca. Ah, si! Ecco come volevo finire questo report… Il New Musical Express ha recentemente pubblicato un articolo su uno studio di MySpace.com sui gusti musicali emergenti per l’anno che sta volgendo al termine. Probabilmente la ricerca non sbagliava ad inserire i divertentissimi Partyshank al primo posto nella speciale top ten.

Si ringrazia Keep It Yours per la foto

A cura di Lorenzo, 11 novembre 2008


KIY è l' acronimo di KEEP IT YOURS
KIY è la peggiore CLUB NITE di Roma
KIY è quello che diavolo volete voi!!!